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Regista: Ruben Fleischer

Sceneggiatura: Rhett Reese, Paul Wernick

Genere: commedia, horror

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Benvenuti al secondo appuntamento con le recensioni di questo blog e benvenuti alla seconda recensione di un film sugli zombie. Vi prometto che la prossima volta sceglierò un genere diverso, ma per oggi dovrete accontentarvi di questo Welcome to Zombieland. Pur parlando sempre di morti-viventi il film si pone agli antipodi di The Horde (recensito settimana scorsa); dove The Horde è serio, violento e crudo,  Benvenuti a Zombieland è ironico, decisamente soft e…  cotto (non mi veniva in mente un termine che fosse il contrario di crudo 🙂 ) .

Il film segue le gesta di un gruppo di 4 squinternati che cercano di sopravvivere in un mondo devastato dall’apocalisse dei morti viventi. I nostri eroi sono: Columbus (Jesse Eisenberg), il classico nerd (gioca addirittura a World of Warcraft !) e vero protagonista del film, che fa anche da voce narrante, Tallahassee (Woody Harrelson) un tamarro che gira con un SUV carico di armi e Wichita e sua sorella (Emma StoneAbigail Breslin), sulle quali non dico altro per non rovinarvi la storia.

Pur presentando uno scenario tragico è subito chiaro che il film non intende perdersi in piagnistei sull’infelicità della condizione umana o sul dolore dell’esistenza, ma ha anzi ha il suo punto di forza proprio nel suo fare dell’ironia sulla situazione assurda in cui si trovano i protagonisti. I protagonisti stessi, come avrete capito dalla loro breve descrizione, sono totalmente inverosimili e il fatto di trovarsi in un mondo devastato dai morti accentua ancor di più questa loro caratteristica, ma, proprio per questo, risultano simpatici e riescono a creare alcune situazioni davvero esilaranti. Pensateci, vi viene in mente qualcosa di più ridicolo di una specie di cowboy che gira per mezza america ammazzando zombie in cerca di una merendina? La risposta mi pare ovvia…

 

Non il miglior esito per una serata romantica

 

A proposito di trovate esilaranti, una menzione d’onore va fatta per il “codice di regole” che uno dei protagonisti del film ha iniziato a seguire per sopravvivere nel confronto quotidiano con i morti viventi. Senza anticiparvi quali siano queste regole vi posso comunque dire che sono uno degli elementi più divertenti del film e ricalcano cose che sicuramente avete pensato guardando diversi film dell’orrore.

 

Secondo voi come andrà a finire?

 

Il film è  una commedia godibile con alcune chicche memorabili che sicuramente saprà strapparvi più di una risata (soprattutto se siete cresciuti a pane e zombie), facendovi trascorrere una piacevole serata .

Purtroppo Benvenuti a Zombieland, grazie a Sony, dopo essere stato vittima di innumerevoli ritardi è misteriosamente sparito dalle release cinematografiche e, quindi, non vi sarà possibile gustarvelo sul grande schermo, ma sarete costretti a ripiegare sul blue ray (o sul dvd) uscito proprio in questi giorni. Un peccato perché il film è un prodotto più che valido, che avrebbe meritato sicuramente una maggiore attenzione e un trattamento migliore.


Con questo post inauguro la sezione dedicata alle recenioni di questo blog e lo faccio con un film che ho visto proprio ieri sera: The Horde.

Trattasi di uno zombie-movie francese diretto Yannick Dahan e Benjamin Rocher (grazie Wikipedia).

Premetto che in genere non ho una gran opinione dei film francesi. Sarà perchè la mia mente è ancora traumatizzata da quegli orribili serial televisivi che facevano quando andavo alle medie, sarà perchè l’umorismo francese mi risulta totalmente alieno… fattostà che dopo le prime due inquadrature del film avevo già quasi emesso il mio giudizio: una schifezza.

Terminata la visione del film, invece, sono giunto ad un’altra conclusione: i francesi… sono dei fottuti geni!!!

Partiamo dall’inizio. Il film ci presenta una squadra di poliziotti che si imbarca in una missioni di “vendetta privata” in seguito all’omicidio di uno dei suoi membri per mano di un gruppo di (supposti) spacciatori residenti in un palazzo fatiscente. Gli eventi sono tuttavia destinati a prendere una piega imprevista quando il palazzo e la città (e il mondo?) vengono assaliti da una vera e propria orda di morti viventi.

Apro subito una parentesi per dire che ho apprezzato molto la realizzazione dei nostri cari amici zombie. In questo film più che in altri riescono a sembrare feroci, pericolosi e forti, sebbene anche in questo caso non siano davvero in grado di spaventare lo spettatore, ma non è grosso un problema dato che, in fondo, i film di zombie mirano più a divertire che a terrorizzare. In questo the Horde centra in pieno il bersaglio.

Il film è infatti un susseguirsi di scene memorabili ed esilaranti tra le quali spiccano alcuni tra i migliori (e più violenti) combattimenti che mi sia capitato di vedere negli ultimi mesi. Maceti, fucili, coltelli, mitragliatrici, granate, antine e frigoriferi sono tutti impiegati nei modi migliori e con la perizia necessaria a produrre quel fiume di membra staccate, budella asportate e materia cerebrale volante che tutti i fan degli zombie agognano vedere sullo schermo. L’ossessione per il sangue in alcuni casi è fin eccessiva, tanto che in certe scene viene da chiedersi chi abbia deciso di spalmare del sangue su ogni maledetto centimetro del palazzo in cui è ambientato il film. Consideratevi quindi avvisati: questo non è uno spettacolo per chi è facilmente impressionabile.

 

Un sorriso prego...

 

Un altro elemento di forza del film sono i personaggi. The Horde fa tesoro di una regola di recente concezione nel genere horror (per quanto mi riguarda è stata lanciata da the Descent), che vuole che i protagonisti siano ancora più mostruosi dei mostri e devo dire che la applica a meraviglia. Per quanto a volte i personaggi abbiano comportamenti un po’ troppo “estremi” ognuno di essi è ottimamente caratterizzato e, soprattutto, dotato di un’insana cattiveria. Ciò ci spinge spesso a fare il tifo per loro piuttosto che per i morti viventi, tanto che solo per un paio dei personaggi  si scade nella sindrome “quanto ci mette a crepare?”. Questo non è un fattore di secondaria importanza in un genere in cui solitamente l’unica cosa che conta è vedere come moriranno i protagonisti.

In The Horde quello che conta non è sopravvivere come vorrebbe farci credere la locandina, ma piuttosto è vedere quanti zombie si riescono ad uccidere nel modo più truculento possibile prima di morire.

 

Provo quasi pietà per quei poveri zombie...

 

Avrete ormai capito che The Horde mi è piaciuto moltissimo. Il film sono 96 minuti di sangue, morte e violenza che ci vengono proposte nella loro forma più divertente e senza pretese ovvero nella forma perfetta per un film di questo tipo. Concludo quindi questa mia prima recensione consigliandovi di non farvi sfuggire l’occasione di vedere questo The Horde al cinema, perchè, a meno che abbiate un televisore da un centinaio di pollici, il vostro non sarà sufficiente a contenere la massa di morti che invaderanno lo schermo.