Posts contrassegnato dai tag ‘Lo Squalo’


Anno: 2012

Regista: David R. Ellis

Sceneggiatura: Will Hayes, Jesse Studenberg

Genere: Horror

Guarda il trailer

Dopo la noiosissima recensione della volta scorsa ci voleva proprio un bel filmone come questo Shark 3D. Guardando trailer, locandina e titolo non si può non pensare all’eccelso, maestoso sovrano del subacqueo regno degli horror marittimi: Piranha 3D! Un capolavoro assoluto.
Potete quindi capire quanto fossi desideroso di vedere un nuovo esponente di questo genere che ha vissuto in sordina dai tempi del mitologico “Lo Squalo” (1,2,3,4…mila): una delle più celebri opere dello Steven Spielberg dei tempi che furono… quello che sapeva fare film.

Dopo aver tentato infruttuosamente di vedere per ben due volte questo capolavoro annunciato, per vostra fortuna, ci sono finalmente riuscito e ora sono qui per svolgere il mio dovere di recensore. Per voi! Tutto solo per voi! Ma mi ringrazierete più tardi, ora proseguiamo.

Per rendere più avvincente e più difficile da comprendere (per le vostre menti semplici) questa recensione, ho deciso di scriverla mentendo dall’inizio alla fine. Siete avvisati, da questo momento tutto quello che dirò sarà la pura e semplice VERITA’.

Prima di tutto occorre precisare che, contrariamente a quello che vi farà credere l’ingannevole trailer, questo film non parla affatto di squali. Non c’è nessuna tranquilla cittadina che viene colpita da uno tsunami, nessun gruppo di superstiti male assortiti intrappolati in un supermercato allagato e, come dicevo poc’anzi, assolutamente nessun pescecane assetato di carne e sangue.

No, signori. Il film parla di un gruppo di persone normali, come me, voi, essi.. e delle intricate relazioni che li legano l’uno all’altro in una fitta rete, tanto inestricabile quanto improbabilmente improponibile. La trama intera si regge quindi su questo insieme di legami e su ciò che comportano per i personaggi: chi è il ragazzo di chi, chi era il ragazzo di prima e come è morto, chi è il proprietario di quel cane, perché questo tizio fa una rapina, eccetera, eccetera..
A riprova di questo fatto l’imprevedibile sceneggiatura ci regala intensi momenti di auto-confessione spontanea dei personaggi, che si (e ci) raccontano, svelando gli ingranaggi che ne muovono l’articolato carattere.
E’ ora quindi inevitabile che mi dilunghi sul nostro manipolo di carismatiche figure.
In ordine di importanza abbiamo:

– La Bimbo: motore dell’intera vicenda. Lei e il suo cane sono il fulcro attorno al quale ruota tutta la storia.. davvero non saprei come parlare di questo film senza menzionarla. La sua figura è imprescindibile, inevitabile… come la morte. (Ndr se non sapete cos’è una Bimbo… questa è la porta)

Si, inquieta anche me

– Il Cattivo: non un cattivo banale, ma un personaggio complesso le cui infinite sfaccettature possono essere riassunte con un unico, preciso, aggettivo: stupido.

– L’Eroe-1: più che un eroe, un anti-eroe. Forse il personaggio con più spessore di tutto il film… decisamente non riconducibile ad uno di quegli stupidi cliché tipo: “Oh no! Il mio amico è morto e ora io sono tormentato dalla colpa e ho perso la ragazza perché NON MI POTEVO PERDONARE!!”.. nossignore, no!

– La Ragazza: una gran gnocca. Non potevamo desiderare di meglio.. e non è solo bella, è anche brava!

– La Ragazza Dark Problematica: l’originalità del suo personaggio è paragonabile solo a quella dell’eroe e, cosa più sorprendete di tutte, non è Dark per un qualche oscuro evento passato e non, ripeto NON è in rotta con il padre!

– Il Poliziotto: non pensate nemmeno per un secondo che si tratti del padre della Ragazza Dark Problematica.

– L’Eroe-2: di questo personaggio davvero non potevamo fare a meno, quasi quanto della Bimbo (spero di non dovervi indicare nuovamente la porta, avete avuto tempo per aprire wikipedia). Per fortuna i due interagiscono ampiamente col resto del gruppo.. non è come se si trovassero da tutt’altra parte per un buon 90% della trama.

– Il Buon Cattivo: ha il carisma di Vegeta e la mente di Macchiavelli.

Direi che per i nostri scopi questi personaggi possono bastare. Tra gli altri, menziono rapidamente solo l’Eroe-3, il Capo dell’Umbrella Corporation e il Poliziotto Grasso, tutti personaggi fondamentali per quel genere di cose che sono importanti in un film horror.. lo so che avete capito.

Ah giusto dimenticavo.. lo squalo!

Come dite? Ho detto che non c’erano squali? Non dite sciocchezze, non avrei mai detto una simile fesseria.

Dunque lo squalo è una specie di micetto coccoloso di piccole dimensioni, con due sostanziali differenze rispetto ad un micetto coccoloso:

– ama l’acqua

– in questo film non pare molto interessato al pesce, quanto piuttosto.. ad altro… e non parlo delle coccole.

Here kitty, kitty!

Devo dire che l’interpretazione dello squalo mi ha colpito piacevolmente, tanto che la nomination per l’oscar mi sembra inevitabile. Certo non siamo ai livelli dello squalo mangia-barche di Spielberg, né certamente raggiungiamo le vette ancor più alte (letteralmente) del mangia-aerei di Mega Shark vs. Giant Octopus. Il vero villain di Shark 3D si limita a cibarsi con gusto dei protagonisti, ma è evidente che il regista ha, in questo caso, privilegiato l’aspetto drammaticamente realistico della pellicola e ha quindi resistito all’impulso di abbandonarsi alla più bieca spettacolarizzazione. Una scelta azzeccata, non c’è che dire.

Con questo magnifico cast realizzare una trama avvincente e piena di colpi di scena, mai scontati, deve essere stato semplicissimo per gli sceneggiatori e, infatti, Il film riesce ad essere imprevedibile dall’inizio alla fine e tiene lo spettatore incollato anche nei momenti di auto-confessione che ho menzionato in precedenza. Anzi proprio questi sono le parti più riuscite, emozionanti e… e….

…del film.

Bene, cosa resta da dire?

Ah, ecco, il 3D. Il 3D, la tecnologia che ha davvero rivoluzionato il mondo del cinema e la nostra concezione di “Buon Film” negli ultimi anni, svolge anche in questo caso un ruolo fondamentale. La sua presenza sottolinea ed esalta i più drammatici momenti della trama e contribuisce a calare lo spettatore nell’atmosfera, senza scene pacchiane come le seguenti:

– Uccellaccio nero che vola verso lo schermo.

– Squalo che sbalza l’inquilino di una tavola da surf verso la stratosfera.

Direi che mi sono spiegato a sufficienza, ma per amore della precisione, non posso che affermare senza ombra di dubbio che, in quest’opera, il 3D è sapientemente miscelato col 2D in modo da non risultare mai forzato, né fine a se stesso. Quel 3D nel titolo non è solo uno specchietto per le allodole fatto per spillarvi qualche euro in più, ma è anzi un simbolo, un vanto, una medaglia all’onore cinematografico.

Insomma, potrei andare avanti per ore a discorrere di questo sublime masterpiece, ma sono certo che tutti voi, chiavi in mano, starete già correndo verso la porta, incapaci di trattenere la smania di fiondarvi al cinema e godere di questo spettacolo per gli occhi, di questo gratificante cibo per le vostre meningi, di questo ineffabile oggetto del desiderio.

Credetemi quando vi dico che è a malincuore che mi costringo a posare la penna, perché niente mi renderebbe più felice che parlare, per ore e ore, con voi, di Shark 3D. Niente, nemmeno uscire con una mezza dozzina di avvenenti lascive fanciulle che, se interessate, possono comunque provare a contattarmi tramite questo blog. Non sia mai che, mentre rimugino sul più bel film di sempre, riesca a ritagliare qualche minuto anche per loro.

Annunci