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Biting Its Own TALE #8 – Brave

Pubblicato: settembre 11, 2012 in Biting its own TALE
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Anno: 2012

Regista: Mark Andrews, Brenda Chapman ,Steve Purcell

Sceneggiatura: Mark Andrews, Steve Purcell, Brenda Chapman, Irene Mecchi

Genere: Animazione

Guarda il trailer

Certi film, più di altri, ti fanno capire che il lavoro del recensore cinematografico non funziona secondo parametri logici. Molti di voi probabilmente penseranno che il piacere che si prova nello scrivere una recensione sia direttamente proporzionale alla bellezza del film in questione…

No. Purtroppo non è così. Per illustravi il mio complesso pensiero ho deciso di fare ricorso ad un elaborato grafico illustrativo realizzato con le più moderne tecnologie: Paint.

Rappresentazione grafica della funzione Qualità/Piacere

Ebbene si, mentre vi rifacevate gli occhi con questo novello Botticelli, che fa bella mostra di sé sopra le mie sferzanti parole, vi sarete sicuramente resi conto del fatto che il vostro senso della realtà era totalmente sbagliato! Infatti, contrariamente a quanto pensavate, più un film è brutto più è piacevole, facile e soddisfacente recensirlo! Ahhhh, quel dolce insultare il penoso cast e l’indifendibile sceneggiatore, il sublime gusto che si prova nel distruggere una trama senza senso… tutti questi piaceri perversi sono negati al mefistofelico recensore che, ahimé, si trova alle prese con un film che è invece semplicemente bello o, orrore degli orrori, un capolavoro. A quel punto rimane solo la noia…

Si, i critici sono esseri malvagi

Il motivo che mi sta spingendo a divagare insensatamente in questo modo è quindi proprio questo: la noia. Sto cercando inutilmente di ritardare l’ineluttabile momento in cui dovrò venire a patti col mio senso del dovere verso di voi, i miei stimati lettori, e recensire questo Brave (Ribelle per noi italiani), ultima fatica di casa Pixar.

Fortunatamente, per me e per voi, mentre mi davo allo studio di funzioni ho pensato ad un modo per ritardare ancora l’inevitabile: raccontarvi la trama.

Dovete sapere che, in una generica terra dai nordici tratti, sorgeva, tanto tanto tempo fa, un fiorente regno governato da un irruento, ma saggio (più buono che saggio a dir la verità…) sovrano: tale Fergus. Fergus aveva una moglie Elinor e una giovane figlia dai capelli rossi: Merida.

Come forse avrete intuito dal trailer o dalla locandina, è proprio Merida la protagonista della nostra storia. La giovane principessa non vuole infatti sottostare alle regole ferree che sua madre le impone né ai doveri cui è stata destinata dal fato e, per questo, finirà con l’immischiarsi con forze che lei stessa non comprende pienamente e che metteranno a rischio tutto ciò che le è caro…

Lo sapevo… sono stato troppo sintetico… ora non mi resta nessuna via d’uscita.

Che dire di questo Brave quindi? Non molto che non possiate facilmente immaginare…

La realizzazione è ottima, la caratterizzazione dei personaggi è stellare, la sceneggiatura è ben pensata e coerente e, ovviamente, le risate si sprecano. Il film è indubbiamente adatto sia ai più piccoli che ai loro genitori ed è l’ideale per una festosa, ridente, mielosa, diabetica serata in famiglia… piena di amore, cuoricini rosa e nutella…

Die!

 

Scusate, dovevo controbilanciare tutti questi buoni sentimenti.

Ora prendete quello che ho scritto, cercate una locandina di un qualunque film Pixar e poi incollate sotto la recensione… ecco fatto! Siete diventati anche voi dei critici cinematografici (non che io lo sia eh, so che vi avevo tratto in inganno col mio forbito discorrere).

Insomma, facciamola breve. Andando a vedere questo film:

a) non uscirete delusi dalla sala;

b) farete la felicità dei vostri pargoli;

Tutto perfetto quindi?

No.
Si sa, noi avidi divoratori di celluloide siamo degli esseri spregevoli, delle sanguisughe, dei vampiri, che non sono mai sazi di ottime sceneggiature, dialoghi raffinati e personaggi accattivanti e, dato che la Pixar ci abituato troppo bene, adesso noi non ci accontentiamo più così facilmente…  Infatti non sono rimasto del tutto soddisfatto da questo piccolo capolavoro.

“Perché?” vi starete chiedendo. E’ presto detto: con tutta questa perizia tecnica, con tutta questa incredibile creatività, con questo gruppo di talentuosi artisti a disposizione, perché dobbiamo per forza limitarci sempre e solo a prodotti indirizzati principalmente ad un pubblico di bambini?
Direi che ormai è ovvio che i cartoni animati possono essere apprezzati anche da un pubblico adulto e, quindi, essere una fonte di guadagno anche trascurando il solito target. Perciò perché non provare per una volta a regalarci una storia più matura, dei personaggi più complessi e dei risvolti meno ovvi? E’ stato inevitabile, per me, uscendo dalla sala, pensare che tutto quanto mostrato sullo schermo sapeva un po’ di già visto. Certo i personaggi erano nuovi, le situazioni originali e il tutto era bilanciato in maniera perfetta: c’era un momento per la tristezza e uno per le battute divertenti e tutto nel pieno rispetto dei personaggi e della storia. Senza forzature.
Però… però sono cose che abbiamo già visto, la storia è bella, ma non osa, non si discosta dalla strada già battuta, non innova, non stupisce. Tutto è troppo ovvio, sa di vecchio.

Purtroppo sappiamo tutti che i canoni su cui si basano i film della Pixar non cambieranno mai finché la compagnia di Emeryville rimarrà sotto l’oscura egida della summa del male nel mondo moderno: la Disney. Una piaga, più che una multinazionale, capace di banalizzare e uniformare tutto e tutti al suo standard di mondo perfetto e utopico, pieno di topi parlanti e altre simili aberrazioni.

Better to reign in hell…

Va bene, forse sto esagerando, ma dovete ammettere che se anche un giorno la Pixar avesse intenzione di avventurarsi in un territorio sconosciuto, sarebbe estremamente difficile ottenere l’appoggio della casa madre per realizzare questo nobile proposito. Un vero peccato, perché, nonostante tutto, questi veri e propri geni dell’animazioni ci hanno dimostrato più e più volte di essere in grado di regalarci delle vere e proprie perle… e questo Brave, pur non raggiungendo a mio parere le inarrivabili vette di Wall-e, continua la tradizione, attestandosi sul livello dell’eccellenza.
Andate quindi a vederlo senza esitazione, ma anche senza aspettarvi nulla di nuovo o rivoluzionario: la ricetta è ottima, ma è qualcosa che avete già assaggiato in passato.

Bene e anche questa è fatta… ora vi segnalo qualche approfondimento. Se volete sapere come Walt Disney manipola le vostre menti e il destino del mondo sedendo a capo della setta degli Illuminati… seguite questo link. Se invece volete sapere la vera storia di questo genio e di come ha rivoluzionato il mondo dell’animazione e del cinema, potete trovare tutte le informazioni sulla sempiterna wikipedia.
E così mi sono messo l’animo in pace, non ho offeso la memoria di nessun defunto….

Ora non mi resta che augurarvi una buona serata e una buona visione e darvi appuntamento alla prossima recensione!

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