Archivio per luglio, 2013


Rieccomi! Dopo un’attesa più lunga del previsto, causa stanchezza apocalittica serale, torno a propinarvi una delle mie recensioni.

Anzi, per farmi perdonare per il ritardo e festeggiare il mio ritorno su queste pagine digitali, vi presento qualcosa di innovativo, sperimentale e rivoluzionario: una recensione doppia!

Come funziona?
Semplice: ci sono due film e ve li recensisco in contemporanea. Come un giocoliere, che abilmente si destreggia in un complesso numero, come un funambolo, sospeso tra terra e cielo, come Colombo, un ponte sospeso tra due mondi, come la fidata Esselunga, quando vi tenta con un ‘paghi uno prendi due’.

Ma ora basta con le metafore (cit.) e procediamo.

PARENTAL ADVISORY: vi metto in guardia. Questa recensione contiene alcuni spoiler riguardo la trama dei due film. Se non volete sapere niente, guardateli e poi tornate qua.

Fire with fire

Anno: 2012
Regista: David Barrett

Sceneggiatura: Tom O’Connor

Genere: Azione/Thriller

Guarda il trailer

La fredda luce del giorno

Anno: 2012
Regista: Mabrouk El Mechri

Sceneggiatura: Scott Wiper, John Petro

Genere: Azione/thriller

Guarda il trailer

Come potete facilmente intuire dalle locandine, i due film non sono stati scelti totalmente a caso, ma tenendo conto di alcuni denominatori comuni.
Il primo, e più evidente, è la presenza de Il Bruce™ (Willis). Il secondo, più subdolo, è il fatto che Il Bruce™ non riveste il ruolo del protagonista, ma è solo un comprimario.
Entrambi i film, inoltre, partono da premesse che ho trovato tutto sommato interessanti.

In Fire with fire seguiamo Jeremy Coleman che si barcamena tra atti eroici compiuti nelle vesti di vigile del fuoco e tristissime uscite serali con i suoi amici ubriaconi.
E’ proprio durante una di queste memorabili seratone, che la vita di Coleman subisce un netto cambio di rotta. Entrato in un mini-market per rifornirsi di birra, il giovane pompiere assiste a una rapina perpetrata da un gruppo di neonazisti guidati dallo spietato Hagan (Vincent D’Onofrio), durante la quale perdono la vita due persone.
Scampato per un pelo alla morte e, ricordantosi di essere un eroe d’altri tempi, Coleman si presenta alla polizia come testimone oculare dell’accaduto e viene così inserito nel programma di protezione testimoni, non prima di aver fatto la conoscenza de Il Bruce™, poliziotto che ha una faida personale col nostro neonazista preferito. Non passerà molto, però, prima che Jeremy comprenda che le forze dell’ordine non potranno proteggerlo per sempre, giungendo così a un’unica, inevitabile conclusione: Hagan deve morire.

Passando a La Fredda luce del giorno, il film si apre in Spagna, durante una vacanza di famiglia dominata da Martin Shaw, un Bruce Willis padre padrone, immotivatamente ostile nei confronti del figlio Will, che, dal canto suo, sta vivendo un brutto periodo a causa del lavoro.
Il povero Will non lo sa, ma la sua vita è destinata a peggiorare ancora nel giro di poche ore.
Separatosi per breve tempo dai suoi genitori e da suo fratello, Will fa infatti ritorno solo per scoprire che sono tutti scomparsi.
Non solo, rivoltosi alla polizia, rischia di essere rapito da alcuni soggetti poco simpatici, venendo salvato solo all’ultimo da suo padre.
E’ così che Will scopre che l’uomo che pensava di conoscere non è in realtà un semplice analista finanziario, ma una spia… e qui vorrei dire, tuo padre è Bruce Willis e pensi che possa essere un analista finanziario? Suvvia…

Abbiamo dunque a che fare con due film d’azione, che però cercano di costruire una trama intelligente. In entrambi i casi un uomo qualunque si trova catapultato in una situazione a alto tasso di pericolo. In entrambi i casi, a accompagnarlo, oltre alla solita gnocca (Rosario Dawson per Fire with fire e Véronica Echegui per La fredda luce del giorno), abbiamo Il Bruce™, un uomo d’azione, con grande esperienza, in grado di guidare il giovane protagonista nella sua ascesa da uomo della strada a guerriero urbano.
Quello che resta da vedere è se queste premesse verranno o non verranno rispettate nel dipanarsi della sceneggiature.
Vi dico subito che, purtroppo per voi, ma soprattutto per me che ho dovuto vedere questi due film, le cose non stanno così.

Ma, una cosa alla volta, procediamo con ordine, e diamo il via alla sfida dei personaggi!

Jeremy Coleman VS. Will Shawn

Herny Cavill vs. Josh Duhamel

Josh Duhamel, nei panni di Jeremy Coleman risulta abbastanza convincente. Quello che lo frega è il fatto che un uomo da solo, senza particolare addestramento, sia in grado di sfuggire alle forze dell’ordine, recuperare un’arma e debellare un’organizzazione criminale contro la quale la polizia non poteva nulla. Ah, ma, direte voi, c’era Rosario Dawson, AKA Talia Durham, a addestrarlo con una pistola e delle bottiglie di birra per ben dieci minuti!

Ok, avete ragione..
Tuttavia, se possiamo chiudere un occhio sulla sua abilità balistica, altrettanto non possiamo fare per la sua trasformazione da uomo timorato di Dio in giustiziere della notte, nel giro di due scene. Non puoi farti problemi a ammazzare uno e, subito dopo, torturarne un altro a sangue freddo, a meno che la cosa venga giustificata con una sindrome da personalità multipla. Cosa che non accade.
Di contro Herny Cavill, nel vestire i panni di Will Shaw, risulta abbastanza insipido, non riuscendo a conferire al personaggio una caratterizzazione, una particolarità, insomma qualcosa che riesca a farlo risaltare e a farci interessare a lui.
In una sfida di machismo, il personaggio di Cavill parte da una posizione svantaggiata, non essendo nemmeno abituato a affrontare situazioni pericolose, come il nostro pompiere favorito. Tuttavia, nel corso della storia, dobbiamo constatare come debba, quantomeno, aver seguito un corso di guida pericolosa (potenzialmente letale), dato che riesce a seminare degli agenti segreti per le strade di Madrid.

Tirando le somme, direi che la palma del vincitore spetta al buon Duhamel, che, quantomeno, riesce a renderci un minimo partecipi delle peripezie di Coleman, mentre di Will Shaw, del suo lavoro e del ‘mistero’ della sparizione della sua famiglia, non potrebbe fregarcene di meno.

PUNTEGGIO FINALE 1-0 per Duhamel

Rosario Dawson vs. Véronica Echegui

Rosario Dawson vs. Véronica Echegui

A livello di recitazione entrambe le attrici lasciano abbastanza a desiderare, complici anche dei personaggi non proprio approfonditi. In particolare ho trovato notevole (in senso negativo) la mancanza di reazione della Echegui di fronte a alcune importanti rivelazioni di carattere personale sul suo conto. Non che Henry Cavill riesca a trasmetterci più stupore e emozione, sia chiaro.
Sarà forse dovuto al fatto che le suddette rivelazioni sono così ovvie che anche loro se le aspettavano da tempo?

A parte questo, la sfida dell’inutilità tra i due personaggi è un testa a testa serratissimo.

La Dawson interpreta un’agente delle forze dell’ordine che, non solo è incapace di mantenere il distacco professionale necessario per non innamorarsi del testimone che deve proteggere, ma riesce anche a farsi quasi ammazzare. Per ben due volte.
Stendo un velo pietoso sul fatto che, entrambe le volte, sarà ovviamente il suo protetto, privo di addestramento, a salvarla.

La Echegui é decisamente più inutile e il suo ruolo nel film ammonterebbe a uno zero tondo tondo, se non avesse dalla sua degli amici interessanti e insensatamente pericolosi. Apparentemente, in Spagna, il proprietario di una discoteca e i suoi buttafuori pongono una seria minaccia anche per degli agenti segreti.

In conclusione concederei la palma della vittoria alla Echegui, perché se non altro, la sua apatica presenza è funzionale all’introduzione dei personaggi più originali di entrambi i film, mentre la Dawson è funzionale solo a mettersi in pericolo costantemente.
E poi, diciamocelo, la Echegui è più bella.

PUNTEGGIO FINALE 0-1 per Véronica

Questo secondo confronto, mi porta a meditare sul fatto che, nella sfida iniziale, abbiamo trascurato il fattore “rimorchio”. Considerando che Josh porta a casa il trofeo, mentre Henry rimane a bocca asciutta, mi trovo costretto a alterare il punteggio.

PUNTEGGIO FINALE 2-0 per Josh e congratulazioni

Sigourney Weaver vs. Vincent D'Onofrio

Sigourney Weaver vs. Vincent D’Onofrio

So che vi state chiedendo da dove ho preso la stilosissima foto di D’Onofrio e, siccome mi sento buono, soddisfo subito la vostra curiosità, rivelandovi che viene da The Cell: un film che NON volete vedere!

Dunque che dire sui nostri due cattivi?
Come dite? Pensavate che Sigourney interpretasse un personaggio positvo ne la fredda luce del giorno? Vi do atto del fatto che il trailer e il film cercano di convincerci che le cose stiano effettivamente così; è un vero peccato, però, che esista questa parte della locandina.

Sigourney is a good girl

Sarà la camminata, sarà l’esplosione alle sue spalle, o gli occhiali da sole e la pistola in mano, ma la nostra Sigourney Weaver non mi comunica troppa amicizia e bontà in questa sua incarnazione. Anzi vi dirò, c’è un altro personaggio a cui questa immagine mi ha fatto subito pensare:

Sarah Connor?

Nonostante il suo incedere da macchina sterminatrice venuta dal futuro, la Weaver nei panni dell’agente doppiogiochista Jean Carrack, è molto meno minacciosa di quanto la locandina cerchi di comunicarci. Per gran parte del film la vediamo arrancare dietro ai protagonisti, continuamente presa in contropiede da degli individui che, mancando di qualunque addestramento, non dovrebbero causarle grossi problemi. Difficile valutare la sua interpretazione, dato che il personaggio, per quanto potenzialmente interessante, non viene mai sviluppato in alcun modo, nemmeno dal lato del rapporto col complice. Un peccato, perché avrebbe potuto spezzare la piattezza della trama.

D’Onofrio invece risalta molto di più nel ruolo dello psicopatico neonazista David Hagan. La freddezza calcolatrice che perdura fino alla fine del film e la capacità (quasi sovrannaturale a dire il vero) di essere sempre un passo davanti alle forze dell’ordine, lo rendono quantomeno un cattivo all’altezza delle aspettative. Come bonus aggiunto il personaggio beneficia della famosa ‘”immortalità da cattivo”, quella dote posseduta dagli antagonisti di certi film che gli permette di sopportare danni e ferite che ucciderebbero chiunque altro e/o di risorgere momentaneamente per lo spavento finale. Una dote che invece la Weaver non possiede.

PUNTEGGIO FINALE 1-0 per D’Onofrio

Bruce Willis vs. Bruce Willis

Bruce Willis vs. Bruce Willis

E siamo arrivati infine al tanto atteso mirror match.
Vi dico subito che ci troviamo di fronte a un pareggio, così vi togliete l’ansia.
Entrambi i personaggi interpretati dal buon Bruce mi hanno trasmesso una forte sensazione di incompletezza. Nella prima parte del film, sia sul poliziotto (Fire wIth FIre), sia sul padre di famiglia (La Fredda Luce del Giorno) sembra esserci il tentativo di costruire qualcosa.
L’insistenza di del detective Mike Cella nel tentare di acquisire informazioni su Jeremy e il suo (inutile) incontro segreto con il cattivo, sono estremamente sospetti. Allo stesso modo, l’ostilità di Martin Shaw nei confronti del figlio non può che farci porre qualche domanda. Purtroppo in entrambi i casi, questi elementi non portano a nulla. Non solo, ne La fredda luce del giorno il personaggio del Bruce viene eliminato quasi subito in un modo talmente brutale, freddo e affrettato, che per quasi tutto il film ho aspettato il colpo di scena che lo avrebbe riportato in vita, complice anche il fatto che era stato chiaramente colpito alla spalla. Invece nulla.

L’inutilità dei due personaggi e il loro mancato sviluppo, pesano così tanto e sono a tal punto inspiegabili, da avermi portato a formulare una teoria secondo la quale in entrambi i film al Bruce sarebbe inizialmente stato riservato un ruolo di maggior rilievo che, poi, per qualche motivo, non ha potuto rivestire. E qui le ipotesi sono due:

a) Erano finiti i soldi.

b) Il Bruce ha deciso che meno aveva a che fare con questi due film, meglio era per la sua carriera.

Qualunque sia la verità, secondo la mia teoria Mike Cella doveva originariamente essere in combutta col cattivo David Hagan, mentre Martin Shaw doveva solo aver inscenato la sua morte, per costringere la sua collega Jean Carrack a uscire allo scoperto. Tristemente le cose non sono andate così e non ci resta che rassegnarci di fronte all’inutilità di Bruce Willis, ridotto a un semplice specchietto per allodole o per spettatori che non leggono questo fantastico blog.

PUNTEGGIO FINALE: 0-0 pari

La Trama:

Prima di tirare le somme di questa recensione, è inevitabile spendere due parole sulla sceneggiatura dei due film.
Come forse avrete già intuito da quanto detto finora, la Fredda Luce del Giorno esce distrutto da questo confronto. Per gran parte del film, infatti, i protagonisti sembrano girare a casaccio, dicono e fanno cose poco interessanti. La trama procede stancamente, inseguimento dopo inseguimento, fino a un finale decisamente sotto tono.
Di contro, Fire With Fire, con tutti i suoi problemi, le scene poco plausibili, i personaggi sopra le righe, l’inutilità de Il Bruce™, eccetera, eccetera.. riesce comunque a portare a casa il risultato: raccontarci una storia, che coinvolga un minimo.
Paradossalmente, dei due film, Fire With Fire dovrebbe essere quello più scontato: tutto è già chiaro dal trailer e la sceneggiatura non riserva alcuna sorpresa per lo spettatore. La Fredda Luce del Giorno parte invece da una premessa che si presta di più, se si vuole costruire una storia complessa, piena di cambi di direzione e di sorprese.
Infatti lo sceneggiatore ci ha provato a infilarci un paio di colpi di scena. Il problema é che sono così chiamati, banali e sfruttati in modo talmente becero, da risultare addirittura controproducenti. Il fatto poi che non siano supportati né da scene, né da personaggi, non dico memorabili, ma almeno non completamente trascurabili, non fa che aggravare la situazione.

Il Verdetto Finale:

E siamo così giunti alla conclusione di questa interminabile recensione doppia. Qual’è quindi il film migliore tra i due?

Premettendo che io ve li sconsiglio entrambi, se proprio volete farvi male, penso che meriti di più Fire with Fire.
Intendiamoci: il film è, a mio parere, pessimo. E’ a livello di un film nato per la televisione e non mi è chiaro come sia arrivato al cinema, né come sia stato possibile coinvolgere Il Bruce™ e D’Onofrio in una produzione del genere. Tuttavia almeno non soffre del ben più grave difetto che affligge invece la Fredda Luce del Giorno: la piattezza. Nel film di El Mechri non succede nulla e quel poco che succede è totalmente privo di interesse, nonché prevedibile.
Insomma, se dovete vedere un film di serie B, almeno fate in modo di vederne uno un minimo divertente. E in ogni caso, lasciate perdere questi due film e guardatevi qualcos’altro.

PUNTEGGIO FINALE: 4-1 per Fire with Fire

Vi lascio ora alla classifica delle scene migliori, dove, con “migliori”… non intendo DAVVERO migliori…
Sono quasi tutte di Fire With Fire, ovvero l’unico film, tra i due, che ha davvero delle scene.

CLASSIFICA DELLE SCENE MIGLIORI:

Fire With Fire:

– Il pompiere  Jeremy Coleman cerca di acquistare delle armi avvicinando dei ragazzi di colore. Questi lo insultano e lo rapiscono, poi, dopo aver considerato attentamente la possibilità di ucciderlo, decidono di dargli una scarsissima pistola per tutti i suoi soldi. Il bello di tutto ciò è che il povero Coleman vuole usarla per uccidere proprio il loro principale avversario per il controllo del quartiere. Non solo questi trafficanti sono poco furbi, ma gli sfugge anche una regola fondamentale del commercio: “il cliente ha sempre ragione” e se non lo uccidi, forse avrai altri clienti dopo di lui.

– Sempre Jeremy Coleman si scontra per la prima volta con uno dei tirapiedi di Hagan e fa di tutto per non ucciderlo, perché è un eroe e é contro la violenza, ma, quando sta per avere la peggio, il cattivo muore. Come? Sinceramente me lo sto ancora chiedendo. L’ipotesi più acclamata è che Il Bruce™ gli abbia sparato dal suo ufficio in perfetto stile Wanted.

– Il pompiere più eroico del mondo entra in una officina e vede chiaramente uno scagnozzo di Hagan che lavora sotto una macchina. Cerca quindi di aggirarlo per aggredirlo. Sfortunatamente per lui, non si tratta di uno scagnozzo qualunque, ma di un sensitivo col dono dell’ubiquità, che riesce a colpirlo da dietro un angolo senza vederlo,mentre continua a riparare l’auto. L’alternativa é che avesse inscenato tutto con una sagoma di cartone.

– Avuta la meglio dello scagnozzo di cui sopra, il pompiere si prepara a torturarlo. Finalmente! Ora avremo l’occasione di assistere al dramma morale, di vedere l’eroe, costretto a scendere al livello dei suoi nemici, a sporcarsi le mani. Ora vedremo il conflitto interiore, la corruzione dell’animo umano!
No. Il tutto succede in un cambio scena, lontano dagli occhi dello spettatore.

La fredda luce del giorno:

Come ho detto in questo film non succede nulla, né di bello, né di brutto. L’unica scena che non posso non citare é la morte di Bruce WIllis. Dopo aver discusso con la sua collega traditrice, il Bruce torna alla macchina dove lo attende suo figlio e.. muore.

FINE.