Biting its own TALE #5 – Bed Time

Pubblicato: agosto 19, 2012 in Biting its own TALE

 

Regista: Jaume Balagueró

Sceneggiatura: Alberto Marini

Genere: Thriller

Guarda il trailer

 

Bed Time è uno di quei film che non piacciono a molte persone per un motivo: il trailer. Mentre ero in sala ho avuto la netta sensazione che un buon 50% degli spettatori fossero entrati pensando di vedere uno slasher movie … niente di più sbagliato! Bed Time è un thriller, è vero, ma il tipo di tensione che crea è molto diverso da quello derivante da un pazzo con un coltello in mano che insegue donne in abiti succinti. La tensione che si respira nel condominio in cui è ambientato il film è molto più sottile ed inquietante.
Per ricreare questa particolare atmosfera il film prende spunto da una semplice considerazione: la vita di tutti noi è costellata di persone che non conosciamo, ma con cui abbiamo a che fare giornalmente: giornalai, baristi, addetti alle pulizie e, per chi vive in un condominio, anche custodi. Persone di cui ci fidiamo in una certa misura, persone a cui affidiamo una parte della nostra vita e che spesso dispongono di molte informazioni su di noi, pu essendo persone di cui, di fatto, non sappiamo nulla.

Il nostro protagonista, Cesar, è una di queste persone, un custode per l’appunto. Benvoluto e apprezzato da tutti i condomini, che gli affidano le chiavi delle loro case, gli chiedono di dare da mangiare ai propri animali domestici o di svolgere altri piccoli favori… senza però sapere realmente nulla di lui. Chi è Cesar? Da dove viene? Chi è sua madre e dove si trova? Cosa vuole? Quale oscuro segreto nasconde? Perchè Cesar non è il custode gentile, affidabile e professionalmente distaccato che tutti vedono. No. Cesar è un uomo infelice, anzi, un uomo che non può essere felice, che non lo è mai stato e che è fermamente convinto del fatto che non lo sarà mai. Di fronte a questa tetra prospettiva Cesar ha due scelte: uccidersi oppure distruggere la felicità degli altri. Non credo ci sia bisogno che vi dica quali delle due strade sceglierà…

Luis Tosar  è efficace nel ruolo di Cesar, riuscendo ad alternare senza soluzione di continuità una facciata amichevole, il freddo calcolo, la folle rabbia e la patetica paura di un personaggio complesso come è il protagonista di questo film. La riuscita del film verte tutta su questo fatto: sulla credibilità del suo protagonista. Il folle custode interpretato da Tosar risulta credibile e conferisce credibilità anche al suo assurdo piano, un piano probabilmente irrealizzabile, ma comunque terrificante nella sua lucidità. Il personaggio di Tosar regge da solo tutto il film, ricreando un atmosfera opprimente e carica di attesa, che, in alcuni momenti, mi ha fatto desiderare di essere da un’altra parte, invece che in sala. Obiettivo centrato in pieno, quindi, da questo punto di vista.

Se un difetto si può imputare al lavoro svolto da sceneggiatore e regista, è che spesso la tensione deriva dalle situazioni di estremo pericolo e/o imbarazzo in cui si viene a trovare Cesar, piuttosto che dalla sorte delle sue vittime. Si tratta di un difetto non trascurabile, ma inevitabile per l’impostazione che è stata data al film. Cesar è infatti la voce narrante e l’assoluto protagonista della storia. La telecamera ne segue costantemente le azioni, documenta minuziosamente la sua vita, giorno per giorno, svelandoci tutto ciò che i condomini non sono in grado di vedere e rendendo ancora più evidente, per noi, la dilaniante doppiezza del personaggio. Ed è proprio questa doppiezza, più che una sensazione di pericolo imminente a creare la tensione di cui vive un film come questo.

Anche il resto del cast svolge un lavoro egregio, conferendo un minimo (minimo, badate bene) di spessore ai personaggi di contorno, che non vengono comunque approfonditi in modo particolare. Non si tratta in realtà di un difetto: il tempo del film è limitato ed è corretto che l’attenzione si concentri sul protagonista assoluto della storia, che è anche il principale motore degli eventi che si susseguono sullo schermo.

Da quanto detto finora avrete già capito che ritengo Bed Time un buon prodotto, che non piacerà sicuramente a chi andrà a vederlo spinto da ciò che viene presentato nel trailer, ma che potrebbe soddisfare chi è alla ricerca di un qualcosa di un po’ più  complesso e, perché no, anche un po’ meno commerciale se vogliamo. Va però detto che non ci troviamo di fronte ad un film rivoluzionario, e forse questo è il maggior limite di questa pellicola. C’è una frase che ripeto ormai spessissimo quando esco dalla sala “se solo avessero osato di più!”, e per ceti versi, soprattutto a livello di sceneggiatura, e’ vera anche in questo caso. Se solo avessero osato più, forse questo film avrebbe potuto davvero lasciare il segno, ma così non è stato. Bed Time segue spesso schemi consolidati e risulta abbastanza prevedibile nello sviluppo della storia. Pur risultando capace di mantenere alti l’interesse e l’attenzione, quindi, il film non offre allo spettatore nulla di davvero nuovo e finisce per essere semplicemente l’ennesimo “buon thriller”, in grado di far passare una serata piacevole (si fa per dire ovviamente..), ma niente di più.

Se non cercate un clone di scream ve lo consgilio quindi, ma non non aspettatevi un nuovo Seven o qualcosa del genere, rimarreste delusi.

 

 

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