Biting its own TALE #4 – The Social Network

Pubblicato: novembre 18, 2010 in Biting its own TALE
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Regista: Ruben Fleischer

Sceneggiatura: Aaron Sorkin

Genere: drammatico

Guarda il trailer

 

C’è chi lo ama, chi lo odia, chi ne è assuefatto e chi non lo può vedere, ma è inutile cercare di ignorarlo e nascondersi dietro un cespuglio (Bossi docet): Facebook, il social network, è sicuramente il fenomeno sociale più importante in questo inizio del XXI secolo.

Personalmente non sono un fan sfegatato di Facebook. Lo uso come un qualunque altro strumento. E’ utile per parlare con gli amici, per condividere qualche link interessante o scoprirne qualcuno nuovo e, soprattutto, per condividere gli aggiornamenti del blog 🙂

Per questo motivo se mi avessero semplicemente detto “hey, andiamo a vedere il film di Facebook!” il mio volto si sarebbe distorto in una smorfia di supremo disgusto e avrei declinato educatamente l’invito… ma, le cose non sono andate così. Due fattori imprevisti mi hanno indotto ad impiegare una sera in cui non avevo niente di particolare da fare, andando al multisala più vicino per vedere il nuovo film di David Fincher.

1) l’aver visto l’accattivante trailer del film.

2) Il fatto che il film NON sia in realtà un film su Facebook.

A dispetto del suo titolo, il film non è incentrato sul social network e sul suo impatto sulla società, sebbene sfiori l’argomento un paio di volte, ma è in realtà un film su Mark Zuckerberg e su come egli sia arrivato a dar vita alla sua più grande creazione.

Tutta la storia del film ruota attorno alle figure di Zuckerberg, del suo amico, e co-fondatore di Facebook, Eduardo Saverin e di Cameron e Tyler Winklewoss, i due studenti di Harvard che gli faranno causa per furto di properità intellettuale.

Lo sceneggiatore Aaron Sorkin svolge un ottimo lavoro nella stesura dei dialoghi che costituiscono il vero cuore del film, nonché uno dei suoi maggiori punti di forza. Come è facile immaginare, infatti, il film è completamente privo di scene d’azione e si sviluppa totalmente tramite una serie di lunghi dialoghi che sarebbero risultati insopportabilmente tediosi, se non fossero stati scritti ad arte per essere graffianti, coinvolgenti e, a tratti, divertenti.

 

 

Così tutto ebbe inizio

 

Ovviamente tutto ciò non sarebbe stato possibile senza un cast all’altezza. Da questo punto di vista è impossibile non parlare della performance di Jesse Adam Eisenberg. Di ritorno da Zombieland, l’attore Newyorkese, da vita ad uno Zuckemberg taciturno, lunatico, testardo e ossessionato da un sogno che si potrebbe dire di riscatto o forse di vera e propria vendetta, verso un mondo che pare averlo sottovalutato e schiaffeggiato troppo a lungo, come fa verbalmente la sua (ex-)ragazza all’inizio del film, scatenando la serie di eventi che porteranno il giovane, e un po’ ingenuo, studente di Harvard a divenire un freddo imprenditore capace di tradire il suo miglior amico.

 

 

Jesse Eisenberg e Mark Zuckerberg

 

Notevole anche il lavoro svolto da Justin Timberlake nel ruolo di Sean Parker, co-fondatore di Napster. Il Parker di Timberlake è un novello Lord Henry Wotton, che, proprio come il nobile inglese porta il giovane Dorian Gray sulla strada della dissoluzione, sembra essere intento per tutto il film a trasformare Zuckerberg in una copia in piccolo di se stesso, fino a quando diventa un peso insopportabile anche per Zuckerberg stesso, che non esista a liberarsene.

Da quanto detto finora avrete probabilmente capito che il film non trasmette un’immagine lusinghiera del miliardario più giovane del mondo, ma, almeno dal mio punto di vista, non è chiaro se il regista avesse davvero l’obiettivo di denigrare Zuckerberg e il suo lavoro. Certo il film tende a sottolineare, seppur in modo molto velato, solo la sostanziale futilità di Facebook, al punto che il suo stesso creatore finisce per isolarsi completamente da tutte le persone con cui aveva un rapporto e fallisce anche nel suo intento non dichiarato di riconciliarsi con la sua ex. Però nelle ultime scene e in molte altre parti del film, non possiamo che provare pena e simpatia per Zuckerberg e il film presenta comunque delle motivazioni anche per la sua scelta più immorale, ovvero quella di tradire la fiducia di Eduardo Saverin, reo di aver messo a repentaglio il sogno che condivideva con Mark.

Cosa volevano quindi dirci Aaron Sorkin e David Fincher con questo film? Credo che alla domanda abbai risposto efficacemente lo stesso Sorkin difendendosi dalle critiche sulla scarsa fedeltà alla reale storia di Zuckerberg e soci:

 

I don’t want my fidelity to be to the truth; I want it to be to storytelling”

 

Sorkin voleva semplicemente raccontare una storia e questo ha fatto. Ciò risulta evidente dalla drammaticità del personaggio di Zuckerberg, giudicata eccessiva dal Zuckerberg stesso, quello reale. C’è però un altro obiettivo che, secondo il mio modesto parere, Sorkin si era posto con questa sceneggiatura: far parlare del film, dividere il pubblico, suscitare le reazioni più disparate delle persone coinvolte e degli esperti e non esperti del settore. Obiettivo pienamente centrato se diamo una scorsa alle prime reazioni dopo l’uscita del film.

Se credete che stia insinuando che questa caratteristica, questa ambiguità del film sia un difetto, vi sbagliate di grosso. Io trovo che il film faccia egregiamente il suo lavoro. Non solo è un bel film , ma spinge anche lo spettatore ad interrogarsi, a pensare e, perchè no, anche a documentarsi sulla storia di Zuckerberg. Lo consiglio quindi senza remore a chiunque voglia gustarsi, per una serata, un tipo di intrattenimento un po’ più impegnato di quello offerto dai soliti blockbuster. Per concludere quindi: amatelo, odiatelo, andatelo a vedere oppure snobbatelo, ma, in ogni caso, per un po’ di tempo rassegnatevi a sentir parlare parecchio di The Social Network.

 

P.S. se come me, vi siete chiesti se quella richiesta di amicizia sia stata accettata o meno, sappiate che non è mai stata inoltrata… finora.

P.P.S. per chi fosse interessato alla bellissima cover di Creep che fa da colonna sonora del trailer del film, potete trovarla qui.

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